Martina scatta le foto, Thomas pone le domande. Insieme hanno ideato e sviluppato Brotherland.
Martina è nata e cresciuta in Italia. Thomas è nato e cresciuto in un paese che non esiste più, la DDR. Entrambi ora vivono a Berlino.
Thomas ha lavorato come educatore e streetworker. Martina ha una laurea in Storia, ha frequentato la masterclass di fotografia di Lisa Barnard e ha esposto le sue opere fotografiche a livello internazionale. Ora entrambi lavorano come buttafuori nella vita notturna di Berlino.
Brotherland è stato esposto a Castelnuovo Fotografia (Italia), Les Boutographies e Hors le Murs (Francia) e Fusion Festival. È stato selezionato per Photo-Match Fotofestiwal ed è stato finalista al Format Festival, Verzasca Foto Festival e Duke Collection Awards. In Germania è stato esposto in diverse città, tra cui Dresda, Rostock e Berlino.
Brotherland (2024)
Brotherland è un progetto multimediale su razzismo, nazionalismo e sogni infranti.
Concentrandosi sul razzismo nei confronti dei “Vertragsarbeiter” – lavoratori a contratto provenienti da paesi socialisti, i cosiddetti “brotherlands” come Angola, Mozambico e Vietnam – il progetto ripercorre il loro arrivo nella DDR negli anni ‘80 fino al periodo successivo alla caduta del Muro di Berlino.
Il 9 novembre 1989 cade il muro di Berlino e un anno dopo la Germania viene riunificata. Per molti una festa, il raggiungimento della libertà, la realizzazione di un sogno. Per altri l’inizio di un periodo di violenza e paura. Come sempre, la Storia ha due facce.
Nel 1991, un dormitorio per Vertragsarbeiter a Hoyerswerda, in Sassonia, viene attaccato per diversi giorni. Davanti ai dormitori si ritrova una folla di circa 500 persone, da cui partono gli attacchi. Nel 1992, a Rostock-Lichtenhagen, viene attaccato per cinque giorni consecutivi un dormitorio di ex Vertragsarbeiter vietnamiti e il centro di accoglienza per richiedenti asilo. Pietre e bombe Molotov volano contro gli edifici e le persone all’interno. Diverse centinaia di neonazisti e fino a 3.000 spettatori applaudenti prendono parte al pogrom. Hoyerswerda e Rostock, come tutti gli attacchi di estrema destra degli anni ‘90, furono espressioni di atteggiamenti razzisti e nazionalisti che in seguito portarono al terrore omicida del cosiddetto NSU (gruppo terroristico neonazista tedesco responsabile di diversi omicidi e attentati dinamitardi).
Brotherland esplora le complessità di questo periodo e la sua eredità attraverso fotografie, materiale d’archivio, ritratti, interviste e testi.