Luca Brama (all’anagrafe Luca Brambilla, classe 1992) è cresciuto in provincia di Lecco. Vive a Milano e lavora tra Lecco, Bergamo e Milano.
Attualmente si sta laureando presso l’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara di
Bergamo.
La sua ricerca indaga la condizione umana, la caducità e la vita nelle loro implicazioni esistenziali.
Utilizza la fotografia per le sue qualità intrinseche: come strumento di memoria e come mezzo per interrogare l’esistenza, l’identità e la morte.
Indoor (2018)
Il progetto nasce dall’utilizzo dello strumento dello screenshot su filmati pornografici amatoriali, selezionati perché probabilmente generati da un desiderio intimo e privi di accorgimenti estetici. Si osserva come, tra le persone ritratte e il mezzo video, si sviluppi una forma di fiducia tale da far scomparire il dispositivo, permettendo ai soggetti di incarnare la condizione “io sono come tu mi vedi”.
Questa presenza si manifesta in modo violento nel momento in cui le persone riprese fissano la lente. Le immagini risultanti non appaiono pornografiche. L’intento del progetto è quello di sottrarre questi momenti al consumo: un termine utilizzato con riferimento alla natura stessa di tali prodotti, che, esaurita la loro funzione, vengono dimenticati. A questo si aggiunge un secondo consumo, quello del tempo e del mezzo video, per cui si impiega la violenza della fotografia nel tentativo di sottrarre queste immagini all’oblio digitale e permetterne la sopravvivenza.
Il titolo Indoor fa riferimento agli spazi quotidiani in cui questa intimità si manifesta, ambienti domestici attraversati da gesti ordinari che diventano tracce di presenza, luoghi che assorbono e trattengono le azioni, trasformandosi in superfici di memoria.