Emanuela Capuano nasce e cresce a Milano.
Si laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera in Nuove Tecnologie dell’Arte (NTA), avvicinandosi in particolare alla videoarte.
La sua ricerca si concentra sulla dimensione sociale, portata avanti attraverso opere che utilizzano il linguaggio artistico come strumento di indagine critica e poetica.
Parallelamente, lavora sulla manipolazione degli oggetti e delle situazioni della vita quotidiana, trasformandoli in segni visivi che assumono nuovi significati. In questo spazio di sperimentazione si inserisce anche una ricerca più intima e narrativa: il video come diario, confessione e racconto personale.
Nei suoi progetti si intrecciano suono, critica sociale, manipolazione del reale e storie individuali, dando vita a opere che mirano a generare emozione e riflessione, mantenendo un equilibrio tra dimensione personale e sguardo collettivo.
Sottovoce (2023)
Il progetto esplora il suono come forma di racconto dell’espressione umana, dai suoni più primordiali fino allo sviluppo del linguaggio e della musica, in relazione al tema “dell’abitare”, inteso come spazio e condizione dell’essere.
Diviso in tre fasi, Sottovoce mette in discussione l’idea che la comunicazione debba essere sempre immediata, proponendo invece l’ascolto come esperienza sensoriale e personale.
Le voci che costituiscono l’elemento uditivo non sono pensate per essere decifrate, ma creano un’atmosfera sospesa e incerta, rappresentando una fase di trasformazione: la voce nasce e impara ad abitare il linguaggio. I suoni e le intonazioni suggeriscono un’evoluzione, lasciando spazio all’interpretazione di chi ascolta.
Il battito cardiaco accompagna tutta la composizione come simbolo di vita, tempo e crescita, rafforzando l’idea del suono come spazio da abitare.