Anna Maconi

Maconi

Anna Maconi (Voghera, 1996) è fotografa, designer e fondatrice di Makvol Projects, progetto di editoria indipendente. Frequenta la Facoltà di Design e Arti dell’Università di Bolzano, approfondendo lo studio della fotografia in Germania presso FH Gestaltung Bielefeld e a Gerusalemme presso Bezalel Academy. Si laurea con una tesi sul fascino dell’autentico per poi specializzarsi alla LUCA, Bruxelles, con un Master in Arti Audiovisive. La ricerca di Makvol ha partecipato a contesti internazionali dedicati all’editoria d’arte come Paris Ass Book Fair, Miss Read Berlin, Fabrica, Fotografia Europea. Lavora come fotografa, designer e art director nei settori della cultura e del design. Vive e lavora tra Bolzano e Milano.

@annamakvol

annamaconi.com

 

(7) different possibilities of human beauty (2019)

Questo progetto è nato in un periodo in cui mi chiedevo spesso cosa significasse essere belli davvero, mi interrogavo sul perché alcune persone mi affascinavano più di altre. Si tratta di qualcosa che ha poco a che fare con la bellezza di un volto, di cui nessuno ha merito, ma risponde a un altro tipo di bellezza: quello che dipende dall’uso che facciamo della nostra libertà.
La vera bellezza sta nel coraggio di indossare la propria immagine con naturalezza, rispondente al proprio io, senza tentare di assomigliare a qualcos’altro, senza sottostare a canoni uniformanti. Per raccontare questo progetto ho scelto sette persone, le ho intervistate, con il desiderio di ribaltare ciò che avevano dentro all’esterno. E non mi ha stupito vedere che la nostra parte migliore coincide con i nostri sogni.
Le immagini in movimento di (7) different possibilities of human beauty si accompagnano a un libro suddiviso in due macro capitoli. Il primo contiene tutta la ricerca e la documentazione del lavoro. Include un capitolo sulla storia della bellezza, sulle differenze di gusto, sulla necessità della poesia e su diverse riflessioni circa costumi, luoghi, film e fotografia, supportate da riferimenti visivi e teorici. La seconda parte del libro è dedicata esclusivamente alle storie e alle interviste dei “non attori” coinvolti nel progetto.

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