Oltre l’umano: raccontare la complessità della natura con Federico e Matteo Masciocchi
La natura è un elemento che vi ha affascinati e incuriositi sin da piccoli. Che cosa vi colpisce di più? Quali emozioni e sensazioni vi suscita?
Ciò che mi affascina maggiormente della natura è la straordinaria varietà delle forme di vita, le loro interazioni con l’ambiente e la compresenza di bellezza e brutalità nei processi naturali. Continuo a meravigliarmi di questa diversità: un piccolo artropode nascosto nel sottobosco, un anfibio tra le acque di uno stagno o un rettile lungo le rive di un ruscello. A questa esperienza si accompagna una connessione profonda, di natura spirituale e, in senso lato, religiosa. Incontrare altre creature mi fa sentire parte del creato e suscita in me un senso di reverenza. Mi affascina sapere che non potremo mai comprenderne appieno la complessità, ma che, nonostante i nostri limiti, condividiamo tutti lo stesso pianeta.
Natura e animali, ma con due sguardi diversi: quali sono le differenze nel vostro modo di raccontare l’ambiente e come fate a far dialogare i vostri stili?
Non credo ci siano differenze significative nel nostro modo di raccontare la natura. Siamo fratelli gemelli, cresciuti nello stesso contesto e accomunati da passioni condivise. Per noi cooperare è sempre stato naturale, così come confrontarci e trovare un linguaggio comune per raccontare ciò che ci appassiona.
Dietro ai vostri lavori si nota una forte sensibilità ambientale. Cosa sperate di suscitare nello spettatore e che tipo di messaggio volete trasmettergli?
Speriamo di trasmettere allo spettatore la stessa meraviglia e lo stupore infantile che proviamo osservando il mondo naturale. Non serve raggiungere regioni esotiche dall’altra parte del mondo per scoprire realtà che ci appaiono aliene: basta soffermarsi su ciò che ci circonda, in un giardino, un parco o un bosco, e imparare a guardarlo con occhi diversi. Vorremmo così promuovere una maggiore sensibilità e un maggiore rispetto per ogni forma di vita, superando una visione antropocentrica e riconoscendo il valore e la complessità del mondo naturale anche al di là della prospettiva umana.
Federico Masciocchi